Decollo definitivo?
22 Julio, 2008
Argentina; Kirchner cerca consensi con statalizzazione Aerolineas.
Nel peggior momento dei suoi sette mesi di governo, la “presidenta” argentina Cristina Fernandez de Kirchner ieri ha tentato di rilanciare il suo governo presentando la “ri-statalizzazione” di Aerolineas Argentinas e Austral, negli ultimi 18 anni gestite da aziende spagnole, come un successo della sua amministrazione. Per questo ha organizzato un sontuoso ricevimento per le persone che contano nel salone bianco della Casa Rosada – scrive “El Mundo”, che riporta la notizia – al quale sono state invitate 2mila persone, tra funzionari, uomini d’affari e politici, un numero inusuale per questo tipo di eventi organizzati dalla leader argentina, che ha inoltre tenuto un discorso trasmesso alla tv nazionale. La popolarità della presidente peronista è precipitata al 20%, secondo un sondaggio diffuso da “Clarìn”. Assieme all’ex presidente-marito Nestor Kirchner, Cristina pensa che una ri-nazionalizzazione di Aerolineas Argentinas e Austral, entrambe vicine al fallimento e gestite da Marsans, potrebbe farle riguadagnare i consensi perduti. “La dura e grave realtà di entrambe le compagnie – ha spiegato Fernandez – hanno obbligato lo Stato a prendere questa decisione per poter garantire il servizio e la sussistenza della nostra compagnia di bandiera”. L’Argentina – ha aggiunto – ha duplicato il numero di turisti, passati da due a quattro milioni all’anno, ed è fondamentale avere una compagnia di volo di qualità e efficente, che faccia partire i voli in orario.
apcom.net


La “sovversione economica” delle Aerolíneas Argentinas
Nino Carotenuto
A volte singoli esempi servono più di grandi analisi a mostrare l’intollerabile follia dell mondo contemporaneo. Ci svelano le speculazioni finanziarie, l’appropriazione delle ricchezze del Sud da parte del Nord, la colpevole rinuncia, da parte del capitalismo servile delle classi dirigenti del terzo mondo, allo sviluppo ed alla difesa dell’interesse nazionale e come anche il terziario più avanzato ne sia toccato. Nel 1987, Oliver Stone raccontò in un film, “Wall Street”, una storia che di lì a poco in Argentina avrebbero imitato. Michael Douglas era Gordon Gecko, uno speculatore che comprava una compagnia aerea, la BlueStar, la svuotava, gettava sul lastrico i dipendenti e poi se ne disfaceva. Nel 1990 Carlos M*n*m privatizzava con un semplice decreto legge, Aerolíneas Argentinas e la vendeva per appena 541 milioni di dollari allo stato spagnolo, all’epoca proprietario dell’Iberia. Un regalo tanto più generoso se si pensa che l’Argentina aveva appena speso 860 milioni di dollari nell’acquisto di nuovi apparecchi, nella costruzione dell’unico simulatore di volo latinoamericano e nella ristrutturazione dei due aeroporti della capitale. Era l’epoca della “reconquista”: gli spagnoli facevano compere nel Río de la Plata telefoni, gas, acqua potabile, elettricità, petrolio, banche. Come cinquecento anni fa, il metodo era la rapina. La Repsol per esempio a causa del dissennato sfruttamento dei giacimenti, senza alcun controllo pubblico fra nove anni, avrà completamente prosciugato le riserve petrolifere argentine. Quando venne privatizzata, Aerolíneas produceva utili e non doveva dare un peso a nessuno. Volava in 29 aeroporti di tre continenti, sette capitali europee, sei città in Nordamerica, 14 in Sudamericana, oltre a Aukland e Sidney in Oceania. Era inoltre proprietaria della sua flotta, all’epoca composta da 29 aerei, ed occupava il primo posto in varie classifiche mondiali di efficienza.
Grazie ad Aerolineas sono andata a scuola e ci siamo fatti tante belle vacanze. Come dice mio babbo…
NO TE MUERAS NUNCA, AEROLÍNEAS.
Entry Filed under: dicono di noi, pasa en Argentina. .
Trackback this post | Subscribe to the comments via RSS Feed