L’abito non fa il monaco
7 Junio, 2008
Il Corriere della Sera ha pubblicato sull’edizione cartacea una breve relazione ironica sulle note doti di fastosità della nostra cara Presidente Cristina Fernandez in K nella Città Eterna. Non hanno mica scoperto l’acqua calda! Comunque, ad una velocità simile a quella impiegata per sottoscrivere qualsiasi decreto presidenziale, è già stata inviata una lettera scritta in SPAGNOLO (?) al direttore del giornale summenzionato, chiedendo la rettifica dell’informazione pubblicata.
C’è da aggiungere un piccolo particolare: Roma è considerata, per noi forestieri argentini responsabili della riproduzione smisurata dei negozi di abbigliamento di origine coreano, l’apice della moda e dello stile. Vuoi che a) una donna b) ambiziosa c) e miliardaria d) a Roma e) e in veste di Presidente f) della Repubblica AR-GEN-TI-NA non si degni a fare qualche acquisto? Molti Presidenti fanno la sfilata di donne promiscue a pagamento, si dedicano al turismo sessuale, e la nostra Presidente viene giudicata per aver comprato qualche capo griffato? Per l’amore di Dio!!! Neanche fosse andata alla FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura dell’ONU) per combattere contro la fame nel mondo!!! GULP.
Nota: “La FAO lavora al servizio dei suoi paesi membri per ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo i settori dell’alimentazione e dell’agricoltura”. (Wikipedia). Che cacchio ci sarà andata a fare?!?!?!? Neanche fosse la Presidente della Bosnia.
Puro machismo? Perché non dedicare quel prezioso spazio per ricordare i messaggi tra Berlusconi e le neo e giovanissime deputate oppure i risultati sul consiglio alla precaria di sposare un imprenditore? Perché non criticare i commenti non molto felici sulla presenza delle donne in Parlamento, e la sua volontà non più voluta di creare il reato di clandestinità che contrasta alla perfezione la Bossi-Fini…?
Cristina e Silvio sono fatti l’uno per l’altro. Lasciateci almeno il gusto. Siamo noi gli aventi diritto!

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